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  • Comune di Antrodoco

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  • Comune di Castel Sant'Angelo

  • VI Comunità montana del velino

L’iniziativa, promossa dall’Anci e dalla Provincia di Rieti e cofinanziata dal Dipartimento della Gioventù del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, vede coinvolti i comuni di Antrodoco, Castel Sant’Angelo, Cittaducale, Rieti e la VI Comunità Montana del Velino.

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Amatrice

Amatrice è situata al centro di una conca verdeggiante, incastonata a sua volta in un’area al confine tra quattro regioni italiane: Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, in una zona strategica di passaggio tra versante adriatico e quello tirrenico, nell’alto bacino idrografico del fiume Tronto.

II suo territorio si articola in un altopiano centrale con un’altitudine compresa tra i 900 e i 1000 metri, ospitante il lago di Scandarello, un bacino artificiale ottenuto mediante lo sbarramento del rio Scandarello nel 1924, e circondato da rilievi che sul lato orientale superano i 2400 metri, in corrispondenza della dorsale principale dei Monti della Laga. Nel comune di Amatrice è inclusa la cima del Monte Gorzano (2458 m), la vetta più alta del Lazio, mentre sulla stessa linea spartiacque si ergono anche le cime di Pizzo di Moscio, Cima Lepri e Pizzo di Sevo tutte sopra i 2400 m di quota.

A differenza di diversi altri gruppi appenninici, la catena della Laga non è costituita di calcari, bensì di rocce poco permeabili, quali arenarie e marne, meglio note come molasse che rendono molto limitata l’infiltrazione delle acque piovane nel sottosuolo. Ciò permette l’esistenza di un gran numero di sorgenti perenni, distribuite sin quasi sulle vette, che alimentano la circolazione superficiale. Questo territorio, quindi, a differenza delle altre montagne dell’Appennino centrale, si presenta verdeggiante e ricco d’acqua durante tutto l’anno.

Monte Gorzano
Salendo dalla conca verso le cime, si abbandonano i coltivi e i boschi prevalentemente formati di cerro, castagno e pioppo, per entrare poi nelle caratteristiche faggete di montagna. Il bosco si spinge così sino a circa 1800 metri di quota, per lasciare quindi lo spazio alla prateria d’altitudine che, all’inizio dell’estate, subisce l’effetto del fenomeno della fioritura. In questo contesto assumono particolare rilievo i numerosi fossi che scendono verso valle con un continuo susseguirsi di salti di roccia. Questi, nella fascia d’altitudine compresa tra 1300 metri e 1600 metri di altitudine, formano cascate con dislivelli anche di 70-80 metri che, spettacolari in primavera per la portata d’acqua dovuta al disgelo, assumono toni suggestivi in inverno per l’abbondante ghiaccio che le riveste.

Dal 1991 il territorio amatriciano è incluso nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga cui la cittadina dedica un piccolo parco turistico-fotografico con annessa l’intera planimetria-altimetria 3D.

Il 24 agosto 2016 Amatrice è stata devastata da un terremoto di magnitudo 6.0 della scala Richter, prodottosi alle 3:36 nell’area reatina con epicentro nella vicina Accumoli; proprio Amatrice ha pagato il maggior tributo di vite umane all’evento: sulle 300 vittime totali,[10][11] 235 sono morte nel suo territorio, che ha visto distrutta la gran parte degli edifici pubblici e privati.

Il 18 gennaio 2017 una serie di quattro nuove scosse con epicentro nei vicini comuni di Montereale (5.1), Capitignano (5.5) e Pizzoli (5.4 e 5.0) ha colpito il comune, provocando nuovi crolli alle strutture già lesionate dai precedenti sismi e abbattendo quanto rimaneva del campanile della chiesa di Sant’Agostino.

Il Santuario di Fonte Colombo

Il santuario-convento di Fonte Colombo presso la città di Rieti è uno dei quattro santuari francescani che delimitano il cosiddetto Cammino di San Francesco nella Valle Santa reatina, insieme al convento di Greccio, al santuario della Foresta, e al santuario di Poggio Bustone (convento di San Giacomo).

«Il monte della Regola, monte Ranierio [NDR: l’attuale Fonte Colombo], è stato riempito dal Signore di divina dolcezza, consacrato al sapore mellifluo della sua presenza, in mezzo al festoso stuolo dei beati. È divenuto un nuovo Sinai, dove, sentendolo tutti, fu data la legge. Un altro monte Carmelo, dove l’anima di Francesco si intratteneva e conversava con il Signore. Fontecolombo è il monte che dobbiamo salire a piedi scalzi,perché è un luogo veramente santo.»
(Anonimo Reatino, Actus Beati Francisci in Valle Reatina, II, 57-60, a c. di A. Cadderi, Assisi, Edizioni Porziuncola, 1999.)
Nella parte più nascosta di un bosco di lecci secolari, sulla costa del verdissimo monte Rainiero, si adagia il santuario di Fontecolombo. Come ci dice l’Anonimo Reatino è il Sinai francescano, è, infatti, il monte scelto da Francesco per stilare la regola definitiva del suo Ordine. Qui tutto è sacro: gli edifici e il bosco stesso, perché racchiude il Sacro Speco, la grotta naturale in cui Francesco scrisse la regola del suo Ordine.

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